Mea Cuba

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Mea Cuba è un libro scritto da Cabrera Infante e si pone come una vera e propria autobiografia politica dello scrittore cubano. In questo libro viene affrontata l’analisi della natura della rivoluzione attraverso le figure di leader della politica come Fidel Castro, Che Guevara e Fulgencio Batista e le vite degli scrittori Alejo Carpentier, Herberto Padilla e Reynaldo Arenas. Lo scrittore utilizza un linguaggio onesto, a volte quasi brutale, pungente nei giudizi e, allo stesso tempo, quasi sempre condito da un’affilata ironia; in questo modo singolare, Cabrera, analizzerà tutte le farse della politica dei nostri tempi.

Nel corso di un esilio che ha avuto inizio nel 1965, Cabrera Infante ha preso parte a tutte le controversie che sono sorte da quando Fidel Castro prese Cuba. Mea Cuba racconta un evento che si è ripetuto spesso nel corso del Novecento: la storia di un’altra dittatura fatta di repressione, silenzi, bugie e omicidi; la storia di tutte le persone di talento che sono state condannate in una battaglia di propaganda. Dietro tutti questi personaggi, a tirare i fili come un burattinaio, la figura di Fidel Castro che viene definito come un Cristoforo Colombo al contrario. Mea Cuba è l’antologia più importante politica cubana dopo quella di José Martí.

La lettura di quest’autobiografia politica è scorrevole, appassionante, sconvolgente. Unico ostacolo tra le pagine di questo splendido libro è la brutalità dell’onestà di Cabrera Infante che potrebbe urtare la sensibilità di alcuni lettori, senza per questo dissuaderli dal continuare a leggere. Il libro, pieno di umorismo nero, è molto toccante, duro, a volte crudele, ma rappresenta una testimonianza di realtà e per questo va diffusa e conosciuta, nonostante non si tratti una realtà ilare.

Mea Cuba. Autore: Guillermo Cabrera Infante. Editore: Il Saggiatore. Anno: 1997

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