Splendori e miserie delle cortigiane

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Splendori e miserie delle cortigiane” è da considerarsi un seguito dei famosi romanzi “Papà Goriot” e di “Illusioni perdute” poiché riprende le redini della storia del malvagio criminale Vautrin e del poeta inetto, Lucien de Rubempré. Alla fine di “Illusioni perdute” avevamo lasciato Lucien de Rubempré in cammino verso Parigi, assieme all’abate spagnolo, una figura misteriosa che era riuscita a dissuaderlo dal premeditato suicidio e gli aveva offerto la sua protezione.

E’ proprio a questo punto che si apre la trama di “Splendori e miserie delle cortigiane”, nel cuore di una festa all’Opera, Lucien de Rubempré e uno strano uomo misterioso. Per quanto i due romanzi siano strettamente connessi, Lucien de Rubempré non è più la stessa persona. La sua debolezza di carattere lo ha condotto a sperperare tutte le sue doti e il suo destino non gli appartiene più; ormai è solo la pedina di un gioco condotto dal diabolico Vautrin che è il vero protagonista di questo romanzo. Lucien de Rubempré è arrivato addirittura a prostituirsi, a vendersi, asservito ai voleri di un potere superiore sotto il peso del quale finirà schiacciato. Al suo fianco, vi è un altro personaggio a condividere il triste, medesimo destino: Esther, una bella donna che, come lui, vende il proprio corpo.

In questo romanzo vedremo quanto gli uomini animati dall’energia più forte, invincibile, ovvero la volontà, possano essere gli unici ad evitare di soccombere davanti ad una società moderna violenta e perversa. I deboli, per contro, soccombono inermi sotto il potere dei forti.

Splendori e miserie delle cortigiane. Autore: Honoré de Balzac. Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli. Anno: 1997

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