Tu che mi guardi, tu che mi racconti. Filosofia della narrazione

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“Tu che mi guardi, tu che mi racconti. Filosofia della narrazione” è un libro scritto da Cavarero Adriana. Questo libro si pone come una vera e propria indagine sull’identità individuale, districandosi in un percorso nel quale vengono messi in scena miti greci, tra cui Edipo, Orfeo e Ulisse, donne comuni e allo stesso tempo straordinarie, degli amanti e le loro unioni e donne famose come Sheherazade, Karen Blixen e Arendt.

Proprio basandosi sul pensiero di Arendt, Cavarero espone la sua polemica contro lo statuto astratto maschilista dell’uomo nella tradizione filosofica. Nella polemica, Cavarero affronta la differenza tra il “chi” e il “che cosa”: il “chi” è una vera e propria identità personale che non può essere in alcun modo tradotto in “che cosa”, termine utilizzato invece dalle definizioni filosofiche e nella sociologia. La realtà del “chi” è una realtà in movimento, affidata allo sguardo altrui, per il quale diventa “un sé narrabile”; da qui, parte una lunga riflessione in cui associa l’identità alla narrazione. Secondo Cavarero tutti gli esseri umani, nella propria unicità, desiderano ottenere da terzi il racconto della propria storia.

Altri autori hanno sicuramente già affrontato il tema, tuttavia Cavarero lo fa in un modo originale, collocandosi all’interno delle teorie femministe, integrandole con ispirazioni esistenzialistiche. Nei suoi racconti in cui convocherà diversi personaggi comuni, famosi e miti, l’autore cercherà di illuminare il lettore fornendogli una serie di ritratti su misura nei quali potrà riconoscersi. “Tu che mi guardi, tu che mi racconti. Filosofia della narrazione” è un libro molto profondo, a volte complicato, ma allo stesso tempo appassionante e scorrevole, poiché pagina dopo pagina è in grado di coinvolgere il lettore nelle teorie esposte al suo interno, spingendolo a voler sapere di più – un vero must-have per ogni appassionato di filosofia.

Tu che mi guardi, tu che mi racconti. Filosofia della narrazione. Autore: Adriana Cavarero. Editore: Feltrinelli. Anno: 1997

Karate ed oltre

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Karate ed Oltre è un libro scritto da Mario Morelli e Silvio Raho. Questo breve ma interessantissimo libro, focalizza la sua attenzione su una delle arti marziali più affascinanti dell’intera storia, nonché una delle più famose, grazie anche alle diverse pellicole cinematografiche dedicate a questo stile di combattimento fiero ed elegante.

Lo stile di combattimento a mani nude che prende il nome di Karate è un’arte marziale dalle antiche origini; quest’arte nasce in India, ma presto viene portata prima in Cina e poi in Giappone. Nel quindicesimo secolo, nella terra del Sol Levante sono nate diverse scuole di Karate, scuole che esistono tutt’ora e che man mano hanno raggiunto anche l’occidente. Mentre quest’arte marziale iniziava a prendere piede in tutto il mondo diventando un vero e proprio sport per adulti e bambini, le tecniche più pericolose vennero rimosse dall’insegnamento: tutt’oggi infatti, l’insegnamento di Karate prevede solo colpi inoffensivi o l’istruzione ai Kata.

Karate ed Oltre è un libro che fungerà da compendio per tutti coloro che praticano Karate e vorrebbero saperne di più su quelle tecniche cadute ormai in disuso e trascurate dall’insegnamento sportivo, come l’applicazione pratica dei vari Kata nello stile Wadoryu. In più, questo libro cerca di mettere a nudo lo scopo, il significato di quest’arte marziale, inquadrandolo in una ricerca della conoscenza del proprio corpo e del proprio spirito, nella consapevolezza di un possibile miglioramento e nello sviluppo dell’applicazione della volontà per un determinato fine. Le difficoltà fisiche e tecniche del Karate, sono metafore e maestre della vita. Il libro tratta un argomento interessante sia per i praticanti di Karate, sia per coloro che sono semplicemente attratti dalle discipline orientali.

Karate ed oltre. Autore: Mario Morelli, Silvio Raho. Editore: Edizioni Mediterranee. Anno: 1997

Il contaminuti

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Il contaminuti è un libro scritto dalla brillante scrittrice Elena Spagnol. L’autrice, di origini ilaliane, ha seguito attentamente l’evolversi storico e culturale della cucina, fino ad arrivare ad apprendere le fondamenta della cucina moderna. Le conoscenze dell’autrice nel campo sono talmente ampie che i suoi venti libri pubblicati ha venduto più di un milione di copie.

Ne “Il contaminuti”, la scrittrice Elena Spagnol ha riunito ben 1000 ricette, tutte facili da realizzare, ognuna con una propria scheda dove potrete trovare: la lista degli ingredienti necessari alla preparazione; una guida, passo dopo passo per la realizzazione dei piatti, partendo dalle basi fino ai pasti da chef; i preziosissimi consigli della scrittrice che vi guideranno ad una sicura riuscita della ricetta che avete scelto. Il libro, per quanto completo, è di facile consultazione e, mettendo a disposizione solo ed esclusivamente ricette semplici – seppur ottime – sarà utilissimo a tutti coloro che non possono perdere molto tempo in cucina, ma che amano comunque gratificarsi con un buon pasto.

Come ogni ricettario che si rispetti, il Contaminuti include, al suo interno, una variegata lista di piatti sfiziosi, tutti provenienti dalla tradizione italiana. Il libro dispone di una miriade di antipasti, primi, secondi, contorni e dessert, per ognuno dei quali sarà spiegata dettagliatamente la procedura: la preparazione delle salse, i condimenti ideali per carne e pesce, idee originali per il dolce. Il libro è rivolto anche a coloro che si avvicinano per la prima volta alla cucina – stiamo parlando comunque di adulti – perché contiene, al suo interno, un pratico dizionario dei termini culinari più comunemente usati nelle ricette.

Il contaminuti. Autore: Elena Spagnol. Editore: Tea. Anno: 1997

La vita quotidiana come rappresentazione

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La Vita quotidiana come Rappresentazione è un libro di Erving Goffman. L’autore, un sociologo canadese, utilizza la figura del teatreo come metafora per rappresentare l’importanza della socializzazione. Goffman, con la metafora della rappresentazione drammaturgica, esamina con cura le relazioni intessute nella vita sociale, come la quotidianità, gli incontri casuali, le interazioni e le conversazioni. La posta in gioco di ogni interazione è il successo o il fallimento della propria presentazione.

L’analisi si focalizza sulla relazione tra recita e ribalta. Secondo Goffman, l’attore svolge il suo lavoro in una duplice ambientazione: palcoscenico e retroscena. Tutti gli elementi presenti nelle sue ambientazioni s’influenzano reciprocamente sostenendosi l’uno con l’altro. L’attore ha degli spettatori, ma lui stesso è lo spettatore del suo pubblico. L’attore può scegliere la scena in cui esibirsi, la spalla, e il costume per l’esibizione: la sua missione è però quella di mantenere una coerenza d’espressione, pur portando il suo spettacolo sui vari palcoscenici proposti dalla vita. Se l’attore è abbastanza convincente, il pubblico può decidere anche di mantenergli il gioco, facendo finta di niente davanti ad una sua gaffe. Ovviamente, come scoprirete leggendo questo libro, attore, pubblico e teatro non sono altro che metafore con cui Goffman descriverà le interazioni sociali.

Lo stile dell’autore è molto particolare, poiché egli espone le sue argomentazioni con una lunga serie di aneddoti, ma lascia ai lettori la possibilità di interpretare la conclusione del suo discorso. Questa peculiarità nell’argomentazione di Goffman, ha portato l’autore ad essere riconosciuto come maestro della sociologia contemporanea.

La vita quotidiana come rappresentazione. Autore: Erving Goffman. Editore: Il Mulino. Anno: 1997

COME PETALI SULLA NEVE

come petali sulla neve

Philip, il protagonista, è solo al mondo, decide di iniziare il suo viaggio abbandonando le mura fredde dell’orfanotrofio, in Irlanda del Nord, alla ricerca delle sue radici dopo aver trovato, tra la polvere degli scaffali nell’archivio dell’orfanotrofio una fotografia scattata ventitré anni prima. Una fotografia che gli cambierà la vita, per sempre. Philip, che pensava di essere destinato ad una vita di solitudine, nell’assenza di un’appartenenza familiare ,ora sa di non essere più solo. Inizia così il suo viaggio alla ricerca di un passato su cui la polvere del tempo sembra aver steso uno spesso strato di silenzi, bugie, dubbi.

Philip ci racconta la sua storia; una storia dal sapore amaro e coinvolgente che lo condurrà alla ricerca di un passato che non conosce. Il protagonista non si lascerà abbattere dalle tante avversità che la vita gli offre e con animo candido, come la neve che fa da sfondo al romanzo, procederà nel suo viaggio a ritroso.

Una lettura interessante che ci porta ad accompagnare Philip nell’Inghilterra del Sud, in una città immaginaria, New Town, dove il segreto della sua vita è nascosto e dove il protagonista continua, solitario, a cercare. Tornerà l’inverno e ricadrà la neve e  solo allora attraverso nuovi colpi di scena, Philip non sarà più solo.

Genealogia della morale

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Genealogia della morale è una delle opere del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche. Nell’opera Nietzsche contrappone la morale dei signori a quella del gregge, iniziando una vera e propria indagine sulle origini della morale, criticandone l’oggettività. Il filosofo, dedicatosi fin da ragazzo allo studio dell’origine del bene e del male, ce ne offre un saggio in questo trattato. Il libro è diviso in tre parti, dette dissertazioni: Buono e malvagio, buono e cattivo; Colpa, cattiva coscienza e simili; Che significano gli ideali ascetici?. Le tre dissertazioni sono anticipate da una prefazione dove il filosofo sottolinea la mancata conoscenza che ogni essere umano ha di se stesso.

Nella prima parte del libro, vengono presi in analisi il valore del bene e del male, del buono e del cattivo che avrebbero origini differenti, poiché buono può avere significati completamente diversi. Ciò che da un gruppo, da una cultura o una civiltà viene considerato “bene”, quasi sicuramente per una civiltà opposta è “male” e così via ed è qui che mette in contrapposizione la morale dei signori e quella dei plebei. Il secondo trattato, invece, si concentra sulla psicologia della coscienza. In questa parte del libro il filosofo accusa le pene detentive di inutilità. Nella terza dissertazione Nietzsche parla di ascetismo, ovvero della spiritualizzazione ottenuta abnegando la vita terrena. Il filosofo, tuttavia, non vede nell’asceta l’elevazione spirituale, ma il tentativo di nascondere il desiderio di potenza e un attaccamento esagerato al proprio ego.

E’ difficile racchiudere in poche righe i contenuti di questo libro; tuttavia, chi conosce bene il filosofo, sa che sicuramente in questo libro c’è molto di più di quanto si possa riassumere in poche parole. La critica mossa da Nietzsche, le sue argomentazioni, sono così ampie e coinvolgenti che possono ancora oggi considerarsi dei validissimi stimoli per la riflessione.

Genealogia della morale. Autore: Friedrich Wilhelm Nietzsche, Friedrich Nietzsche. Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli. Anno: 1997

 

 

Cuori in Atlantide

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Cuori in Atlantide è uno dei più bei capolavori di Stephen King, composto da cinque narrazioni sequenziali interconnesse, ambientate dal 1960 al 1999, in ognuna delle quali è possibile avvertire l’eco della guerra del Vietnam.

Nella prima parte “Uomini bassi in soprabito Giallo”, Bobby Garfield, un bambino di undici anni, scopre un mondo di cattiveria nel suo vicinato. Il ragazzino scopre anche che spesso gli adulti non sono soccorritori, ma sono nel mezzo del terrore stesso. Nella seconda parte, “Cuori in Atlantide”, dei ragazzini del college vengono coinvolti nel famoso gioco di carte ‘Hearts’, gioco che assumerà man mano una connotazione più ambigua ed oscura. In “Willie il Cieco” e “Perché siamo finiti in Vietnam”, due uomini che sono cresciuti con Bobby nel Connecticut provano a riempire il vuoto dell’era post-Vietnam in un America che a volte sembra vuota ed infestata come le loro stesse vite. Infine, in “Scendono le Celesti Ombre della Notte”, Bobby ritorna nella sua città natale dove un ultimo segreto, la speranza di una redenzione e ciò che desidera il suo cuore potrebbero attenderlo.

Cuori in Atlantide è un libro che potrebbe farvi rivalutare completamente la figura di Stephen King come “Maestro dell’Orrore”, poiché il libro, per quanto in alcune situazioni narrate possa inquietare il lettore, è molto più che una blanda storia di terrore. Stephen King è molto più che un semplice scrittore in grado di far rabbrividire i lettori; è soprattutto un uomo di sentimento e di cultura, che sa parlare alle anime del suo pubblico, perché scrive con l’anima. Pieno di pericolo, pieno di suspense, ma più di tutto pieno di sentimento, di cuore, questo libro di Stephen King porterà alcuni lettori in posti che non hanno mai visitato ed altri lettori in posti che non potranno mai lasciare completamente.

Cuori in Atlantide. Autore: Stephen King. Editore: Sperling & Kupfer. Anno: 2008

La fata Carabina – La fèè carabine

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La Fata Carabina è un romanzo scritto da Daniel Pennac e segue Il Paradiso degli Orchi nella Saga di Malaussene. Se siete tra coloro che credono che il romanzo giallo abbia poche sfumature, vi state sbagliando di grosso. Il libro in questione saprà divertirvi, scioccarvi o addirittura farvi scoppiare a ridere durante una scena apparentemente tragica. La Fata Carabina, così come tutti i libri di Pennac, è un romanzo dedicato al lettore dalla mentalità aperta, che non disdegna gli esperimenti letterari e che sa essere paziente nella lettura.

Questo libro si apre sulla descrizione dettagliata di una vecchina che, mentre diverse persone l’osservano, cammina lentamente e con grande difficoltà su una strada ghiacciata nel quartiere multi-raziale Belleville di Parigi. Mentre la vecchina arranca lenta sul ghiaccio, Pennac ci mostra i pensieri di uno degli osservatori, un poliziotto razzista facente parte di un team che sta investigando sugli assassinii di vecchie donne. Mentre l’uomo si lancia verso di lei per aiutarla – atto ispirato dal suo esibizionismo e dalla voglia di impressionare gli Arabi del luogo – la vecchia signora gli punta contro una vecchia pistola tedesca P.38 e spara, facendo esplodere la sua testa.

Il resto del libro comprende una varietà così immensa di situazioni e personaggi che è difficile da descrivere in poche parole. Il protagonista del romanzo è sempre Benjamin Malaussène, capro espiatorio di professione e i suoi straordinari coinquilini: sorelle, fratelli, quattro nonni, sua madre e “Santo” Stojikovicz. Il tema del libro è certamente la tolleranza. Lo stile è eccentrico, mai banale, divertente e a volte scioccante. Il libro, nella sua personalità colorata e particolare, riesce anche ad essere toccante se si colgono i messaggi nascosti tra le righe – e soprattutto, il mistero narrato è ben costruito ed appassionante.

La fèè carabine. Autore: Daniel Pennac, D. Pennac. Editore: Gallimard Editions. Anno: 2009

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